di Francesco Roselli
Su un alto colle nel cuore dell’Appennino Lucano, tra i comuni di Tito e Satriano di Lucania (Pz), esiste un luogo dall’antico fascino, Satrianum.

Satrianum

Satrianum

Questo sito è stato abitato ininterrottamente dall’VIII sec a.C. fino agli inizi del Quattrocento, con una frequentazione già nell’età del bronzo (XIV sec. a.C.), della quale abbiamo reperti ceramici. Segue un vuoto temporale che ci porta direttamente al periodo dei Peuketiantes (VIII sec. a.C.), un popolo affine alle genti apule che abitò la Basilicata nord-occidentale prima dell’invasione di popoli osco-sannitici (Lucani).

L’area è stata sempre strategica, infatti pure i Lucani (IV sec. a.C.), giunti come colonizzatori-conquistatori, capirono le potenzialità di questo rilievo facilmente difendibile, edificandovi una poderosa cinta muraria (restano alcune tracce) a protezione della sommità, che non sappiamo quali edifici ospitasse in quell’epoca.

Da qui si controllava l’importante valle del Basento e le vie fluviali ad essa collegate verso ovest, itinerario che metteva in comunicazione la piana campana con la costa ionica, territori con presenza di ricche colonie greche e intensi traffici commerciali.

In età romana tardo imperiale fu istituita la via Herculea, un lungo tracciato che ricalcava precedenti itinerari che i

Satrianum

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Romani utilizzarono per collegare Venusia (Venosa) e la via Appia, a con la via Popilia (Capua-Reggio C.), passando per Potentia (Potenza), l’alto Basento e Grumentum (Grumento Nova), garantendo importanza a Satrianum per qualche secolo ancora.

Non conosciamo molto il periodo ostrogoto e longobardo, ma con i Normanni si ebbero grandi trasformazioni in quanto tutto quello che c’era fu distrutto, riedificando tutto da zero. Costruirono la torre che ancora oggi ammiriamo, fu ripristinata la cinta muraria, innestandosi su quella di epoca lucana, e al suo interno trovarono posto gli edifici religiosi e militari più importanti, comprese le abitazioni dei notabili di Satrianum. Il popolo continuò a vivere fuori le mura.

Satrianum fu anche sede della diocesi per lungo tempo e questo le diede grande prestigio, ma sotto il regno di Federico II di Svevia, perse il suolo ruolo primario in questo scacchiere a beneficio di altri castelli (tipo Muro Lucano), a causa senz’altro di mutate esigenze difensive e del variare della grande viabilità.

Non dovette cambiare molto sotto gli Angioini, poi quando ormai si avvicinava la conquista aragonese, Satrianum fu abbandonata, non prima di aver perso la sede diocesana.

I motivi di questo abbandono non sono chiari, ma qualcosa d’importante accade, e gli abitanti si spostarono nelle aree limitrofe dando origine, in particolare, agli attuali Tito e Satriano di Lucania (un tempo chiamata Pietrafesa), ma conservando il legame con l’antico insediamento, testimoniato dalle processioni che si svolgevano in occasione di S.Stefano, patrono di Satrianum.

Satrianum

Satrianum

Oggi su quel colle a quasi 1000 mt di altitudine si possono ammirare le vestigia medievali come i resti del palazzo vescovile e della chiesa, il tracciato di varie abitazioni e i ruderi della cinta muraria medievale.

Su tutto, naturalmente, domina la torre quadrangolare, al cui interno è stato allestito un museo multimediale che narra la storia del luogo.

Gli scavi della città medievale sono ancora in corso, ad opera della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici di Matera, quindi la storia di questo sito è in aggiornamento continuo. Fermi, invece, gli scavi dell’Anaktoron, un palazzo aristocratico di VI sec. a.C., situato ai piedi del colle, che ha restituito tanti reperti straordinari oggi conservato in un grande salone del museo archeologico nazionale di Potenza.

Dalla sommità della torre e del colle è possibile ammirare un vasto panorama che si spinge lontano verso settentrione. Ad est si vede Potenza e nelle altre direzioni le grandi vette della Basilicata e della confinante Campania.

Una località quella nota come Torre di Satriano, ricca di storia, ma anche di qualche leggenda. La visita all’area archeologica può essere abbinata a quella dei Comuni già citati; Tito per il convento di S.Antonio da Padova e alcuni palazzi storici, Satriano di Lucania per i tantissimi murales presenti tra le sue vie, oltre al museo multimediale sul Pietrafesa, maggiore pittore del Seicento lucano, ospitato nel castello.

 

Maggiori informazioni e prenotazione di visite guidate a Satrianum:

 

Associazione Memorìa

Sito web: www.torresatriano.it

Email: associazionememoria@gmail.com

 

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