Di seguito un d ocumento originale dell’epoca: il PIANO PER LO SVILUPPO DI UN MUSEO DEDICATO A GIOVANNI PASSANNANTE. Che fine hanno fatto tutte le buone intenzioni? per chi volesse anche conoscere cifre, numeri e altri particolari clicchi su questo link: il piano per il Museo

PERCHÉ ALLESTIRE UN MUSEO DEDICATOA GIOVANNI PASSANNANTE A SAVOIA DI LUCANIA (PZ)

L’idea di realizzare un museo che possa dare pace ai resti di “Giovanni Passannate” e riscatti la sua immagine, figlio di genitori poverissimi e analfabeti, era cresciuto con i libri scritti da Mazzini e Garibaldi passatigli da uno zio di idee repubblicane.

Con il ridicolo coltellino ottenuto quella mattina del 17 novembre 1878 da un ferrivecchi in cambio della giacca, ferì leggermente il re ad una coscia. Torturato, imprigionato in una cella umida e buia, ridotto a larva umana e infine internato in manicomio (dove finirono anche la madre e le sorelle per rappresaglia le quali anch’esse vi trovarono la morte).

Giovanni Passannate riteneva di essere un’anarchico che in realtà mirava solo  a sfregiare forte il re – come si disse in quel sommario processo che gli fu fatto – in segno di protesta contro le condizioni miserevoli di un sud affamato, privo di scuole e giustizia.  Questa era l’Italia di fine Ottocento.

Oggi, precisamente al Museo Criminologico in via del Gonfalone n 29, un piccolo, oscuro museo, tenuto in ombra da una città che ha ben altri fasti e lustri da mostrare, ma che in una teca polverosa di quella bizzarra collezione trattiene ciò che resta di Giovanni Passannate: un cervello sotto formalina e un teschio tagliato in due. Secondo la teoria di Lombroso era un esempio di cranio “criminale” perché presentava la fossetta occipitale mediana, indice di una predisposizione genetica al crimine.

In quella teca, Passannante c’è finito, in realtà, per aver attentato alla vita di Umberto I, re d’Italia, il 17 novembre 1878 a Napoli, con un coltellino. Non subito, naturalmente: prima fu arrestato, torturato in modo selvaggio, buttato a marcire (letteralmente) dodici anni in galera e venti nel manicomio criminale.

Poi, una volta morto, Giovanni fu decapitato: il corpo smembrato, la testa al museo criminologico.

La vicenda dell’anarchico Passannante è una di quelle che non vengono riportate nel dettaglio dai libri di storia, che, come è noto, vengono scritti dall’alto e dalla prospettiva dei poteri che hanno prevalso.

In questi ultimi anni la volontà di riportare le spoglie di Giovanni Passannate nella sua terra nativa “SALVIA” l’attuale Savoia di Lucania,( nome mutato in riparazione agli eventi accaduti), ha preso nuovamente forza.

Il museo sarà un luogo per poter leggere, conoscere, riscoprire il forte legame che nella storia ha unito la comunità al suo territorio. Il sogno lungo un secolo si sta per realizzare. L’apertura di un museo a Lui dedicato nel castello di Savoia di Lucania, l’11 maggio 2007 le spoglie saranno prelevate dal museo di Roma e provvisoriamente custodite presso il municipio di Savoia di Lucania, in un locale allestito per l’occasione, in attesa di essere definitivamente poste nel museo, tale evento segnerà una tappa importante nella storia del Comune di Savoia ( già Salvia nel 1878).

 

  1. COME S’INTENDE REALIZZARE IL MUSEO “GIOVANNI PASSANNANTE” A SAVOIA DI LUCANIA (PZ)

 

Il Museo sarà un mezzo per riconsegnare alla comunità un valore socio-culturale, che permetterà di accedere attraverso un percorso strutturato fatto di immagini e testimonianze  degli oggetti esposti, i quali svolgeranno un ruolo fondamentale di richiamo al passato: il visitatore potrà percepire la sua personale appartenenza alla comunità.

Una comunità «allargata», che si estende in tutta l’area meridionale, le chiavi di lettura del Museo, sono quindi una sorta di doppio ponte, temporale e spaziale, tra passato e futuro, ma soprattutto dalla voglia di riscatto di una terra miserevole e affamata, priva di scuole e giustizia di fine Ottocento, e i nostri giorni caratterizzati dallo sviluppo socio-culturale che pone l’area in un contesto di rilancio socio-economico. Il Museo sarà un luogo di riflessione sull’uomo,  sull’evoluzione e affermazione dei principi fondamentali, quali la libertà e l’uguaglianza, fondamenta di un paese libero e democratico.

Il museo raccoglierà le memorie originali di Giovanni Passannante, la bibliografica, testi e oggetti dell’epoca, con particolare attenzione alle opere che trattano il tema della libertà dell’uomo come principio fondamentale.

Il visitatore potrà percorrere le parti salienti della vita di Giovanni Passannante attraverso la visione di un documentario ciclico proiettato su schermo “LCD”, diversi pannelli illustreranno con immagini e testi gli eventi storici, sarà possibile visionare i reperti storici raccolti in teche, consultare documenti e opere letterarie della biblioteca del museo, anche attraverso l’interazione con supporti multimediali.

Le spoglie di Giovanni Passannante saranno custodite in un particolare reliquario con cristalli antisfondamento e a temperatura controllata.

Fondamentale e lo sviluppo di materiale informativo e divulgativo sia cartaceo che informatico, un sito internet ufficiale dedicato a Giovanni Passannante, la divulgazione e promozione del Museo dedicato a Giovanni Passannante, lo sviluppo di cartellonista stradale.