Bibi Bianca, palermitano, è scrittore, autore per il teatro, regista e attore. Tra le sue opere teatrali: E fecero l’Italia; Opera buffa; il Decamerone. Tra i suoi scritti: Da papa Damaso a Clemente IX. Il godurioso regno di infallibili peccatori, santi ed eretici; Il ladro di Palermo, Briganti, Pensiero Bandito, Cartouche, Il ladro di cannoli. Vive tra Palermo e il Brasile
di Bibi Bianca
– Questa è droga… – disse il Monaco, masticando la liquirizia, – come si fa a resistere alla rotella?
– C’è la caramella al centro ? – chiese Giacomino, allungando la mano.
– No, questa non l’aveva.
– Peccato.
Avevano visto al Dante il film di Natale : Ammazzali tutti e torna solo.
Il Monaco, che era un patito del genere western, aveva le guance paonazze e gli occhiali bagnati di sudore.
Giacomino gli camminava accanto, insaccato in un cappotto largo che gli arrivava a metà polpaccio.
– Ora dobbiamo vederci un film in prima visione.
– Sono Sartana il vostro becchino, – fece il Monaco, strofinandosi le mani.
– Mii…Sempre western? – disse secco Giacomino e gli allentò una spinta sul petto.
L’altro inarcò le sopracciglia.
– Il western non può tradire, lo sai, – poi, ripetendosi in un crescendo, strillò – Lo sai, lo sai, lo sai .
– Ma ogni tanto si può cambiare… Un bel film di Dracula, con Christopher Lee va visto.
– Anche questo è giusto…
– Mondiale!
– Ma prima…
– Prima?
– Il Grinta. Con Jhon Wayne!
– La tua è una fissazione, tu devi crescere… come si dice? Insomma, andare avanti.
– Tu parli di evoluzione.
– Esatto.
– Ovvio.
– Ma ovvio chi ? A minchia? Ogni volta mi porti a vedere i cow boy! Oggi va di moda il draculismo. Le storie di paura, quelle vere.
– Ma perché i cow boy sono finti?
– Cose viste e riviste. Non c’ è emozione.
– Capisco quello che vuoi dire…
– Non c’è sorpresa.
– Invece Dracula che morde il collo è sorpresa ?
– Esatto.
– Ma che dici?
– La verità. È sorpresa! Possiamo chiederlo a chiunque.
– A chiunque ?
– A chiunque ne capisce.
– Vogliamo scommettere ?
– E scommettiamo !
Girarono l’angolo di via Pacini e sboccarono in via Alessio Narbone, proprio all’altezza del centro d’arte Il Tiepolo. Quel giorno c’era l’inaugurazione e una fetta di panettone e un bicchiere di coca cola era il minimo che potessero trovare.
– È Alemagna! – disse Ino che a quelle occasioni non mancava mai.
C’era pure Geronimo, trafelato e col fiatone. Appena mezz’ora prima aveva preso un cazziatone da parte del padre che lo aveva scoperto con la chiavetta della Simmenthal, mentre cercava di aprire la cinquecento di famiglia.
Si tuffarono tutti sul tavolo, sgomitando con un pittore vestito a festa, una cicciona in nero (forse la moglie) e il proprietario, un nanetto con gli occhiali affetto da balbuzie.
– Io non ho mai capito se è un nano balbuziente o un balbuziente nano, – una volta chiese Ino arricciando il naso.
– Tutte e due le cose, – aveva risposto Giacomino con sicurezza.
– Grazie. Ma prima che cos’era?
– Il problema dell’uovo e della gallina.
– Ovvio…- disse il Monaco alzando le spalle.
Cosa fosse stato prima non si seppe mai, poi un giorno i ragazzi lo videro più alto almeno di 50 centimetri e le congetture si sprecarono. Chi parlò delle scarpe rialzate che venivano pubblicizzate dai giornaletti insieme alla Scuola Radio Elettra di Torino, gli occhiali che facevano vedere le donne nude e la crema Vigor che sviluppava i muscoli al solo contatto.
Qualcuno sostenne che, essendo falegname, l’uomo si era costruito dei trampoli di legno perché le scarpe non potevano alzare di 50 centimetri.
Il Monaco parlò di miracolo, perché Dio esiste e aiuta i nani, Geronimo ricordò che da qualche parte aveva sentito di operazione di stiramento alle gambe. Giuseppe, quello del panificio, portò l’esempio dei filoni di pane, la forza della farina, la quantità del glutine, la lievitazione dell’impasto. Non c’azzeccava nulla, ma la cosa fu accettata come contributo scientifico.
Nessuno pensò di chiedere all’uomo come fosse cresciuto e la verità rimase un mistero.